October 7th, 2009

Il nuovo Noemigate

L’icona indieminkia Francesco Bianconi scrive una canzone per Noemi, che compare sul nuovo album della cantante lanciata da X-Factor.

Il pezzo si chiama “Per Colpa Tua”, e al confronto “Charlie Fa Surf” era un capolavoro.

Ora si aprono molti interrogativi sul futuro di quest’uomo. Cercherà anche lui di invocare il Lodo AlBano, oppure si sottoporrà al giudizio degli ex-fan infuriati?

Stasera le nostre dieci domande a Walk This Way.

No Comments
Add Your Thoughts
September 13th, 2009

Undicesima puntata: Dischi volanti

Riassunto delle puntate precedenti – Dopo il crollo dell’industria musicale, il governo britannico inizia a nazionalizzare le compagnie discografiche fallite. La CIA invece vara un piano per utilizzare alcuni esperti musicali in importanti missioni segrete, e a questo scopo recluta un ex manager della EMI. Purtroppo questi suoi incarichi (dall’Afghanistan alla Somalia) falliscono uno dopo l’altro, e l’agente Lambda fa ritorno a Londra…

“Laudetur Jesus Christus”, disse l’anziano.
“LAUDETUR SEMPER”, risposero i presenti disposti in cerchio, cercando di trattenere il loro smarrimento.
I cardinali, e gli stretti collaboratori, ripensavano alle parole appena udite. La decisione pontificia piombava del tutto inattesa: il Vaticano doveva procedere immediatamente all’acquisto delle grandi ex-multinazionali della musica, ormai in liquidazione. I soldi non mancavano; e grazie alle generose donazioni dei fedeli italiani, la Chiesa Romana avrebbe così ottenuto il controllo su uno dei principali pilastri della cultura popolare mondiale.
“Chi canta prega due volte”, concluse il Pontefice.
I giorni successivi l’incertezza che da mesi gravava sulla sorte di Emi, Warner, Universal e Sony Music si risolse rapidamente. L’entità dell’offerta messa sul piatto dal Segretario di Stato non poteva non dirsi generosa, e tutti furono in fondo sollevati che qualcuno si facesse carico di quegli enormi debiti. Ci fu solo qualche dubbio da parte di alcune rockstar, che avevano costruito la loro fama su comportamenti atei o satanisti; tuttavia dopo alcuni colloqui privati, assicurarono i fans che non sarebbe cambiato nulla: i nuovi proprietari garantivano la più totale libertà espressiva.
Read more…

No Comments
Add Your Thoughts
September 6th, 2009

Decima puntata: La lotta alla pirateria

Riassunto delle puntate precedenti – Dopo il crollo dell’industria musicale, il governo britannico inizia a nazionalizzare le compagnie discografiche fallite. La CIA invece vara un piano per utilizzare alcuni esperti musicali in importanti missioni segrete, e a questo scopo recluta un ex manager della EMI. Dopo aver tentato di avvicinare il popolo afghano alla musica country, e di bloccare un accordo fra Russia e Uzbekistan, ed essere finito nelle carceri di Haiti, l’agente Lambda…

Ai piani alti si cominciavano a nutrire un po’ di dubbi sull’efficacia dell’agente Lambda: le missioni effettuate fino a quel momento erano una frana, e c’era già chi riteneva necessario tornare ai tradizionali metodi di intelligence. L’agente Lambda fu comunque inviato in Somalia, dove ormai da anni i pirati non davano tregua ai carichi che passavano per il golfo di Aden.
L’idea era di annientarli con la tecnica del “bombardamento musicale”, grazie ad un armamento acustico di nuova generazione. Il vascello fantasma nel nostro ex manager lanciò il primo lunedì del mese l’assalto ai nemici: tramite l’infallibile cannone sonoro superdirezionale fece partire la scarica di Walk This Way, sintomo baldanzoso della sua impresa. La cosa sembrò subito funzionare: i torsi nudi negri si ritirarono immediatamente sottocoperta, evidentemente disorientati ed impotenti. Bastava muovere la manopola per controllare il punto esatto in cui il suono sarebbe caduto con tutta la sua devastante intensità.
Finalmente sarebbe riuscito a terminare con successo un incarico. Non pensava nemmeno fosse così facile, almeno fino a quando non fu colpito da un colpo di cassa che per poco non lo fece ruzzicare a terra: a quel colpo ne seguì un altro, e poi un altro, e poi una raffica di rullate che gli martellarono l’ipotalamo. L’agente si buttò a terra. Partirono urla e cori mai sentiti prima d’ora, il nostro ex-manager non sapeva cosa fossero né da dove venissero, semplicemente in quel momento era incapace di ragionare e quasi di respirare. Si precipitò nella sua sala con un’espressione terrificata in volto: non ne sarebbe uscito vivo.
Read more…

No Comments
Add Your Thoughts
August 30th, 2009

Nona puntata: Ma che golpe abbiamo noi

Riassunto delle puntate precedenti – Dopo il crollo dell’industria musicale, il governo britannico inizia a nazionalizzare le compagnie discografiche fallite. La CIA invece vara un piano per utilizzare alcuni esperti musicali in importanti missioni segrete, e a questo scopo recluta un ex manager della EMI. Dopo aver tentato di avvicinare il popolo afghano alla musica country, e di bloccare un accordo fra Russia e Uzbekistan, l’agente Lambda…


Arrivò a Port-au-Prince con un vecchio impermeabile luridissimo (bisognava pur mimetizzarsi, in quel paese di poveracci in calore rivoluzionario). Non era stagione turistica, né per il clima né per la stabilità politica. Per di più respirava male, molto male per via dell’asma. Ma soprattutto era contrario alle sparatorie in strada: era un fatto di principio, specie se in strada c’era lui; e di conseguenza, era tendenzialmente contrario alle rivoluzioni. Ma il primo rumore che sentì fu di tutt’altro tipo: una folla di donne era radunata davanti all’Hotel Oloffson, brandivano mestoli e pentolame sul quale picchiavano con ammirevole energia. E nonostante il casino, si avvertiva un certo senso del ritmo collettivo in quella esibizione.
Si accorse che in effetti c’era musica dappertutto. Musica sotto i tetti di paglia dei bar. Musica nelle manifestazioni vudou-concerto con Wyclef Jean. Avanguardia tribale delle mamme batteriste di pentole sotto la casa del sindaco. Nei suoi vent’anni di lavoro alla EMI, non era mai stato così circondato di musica come in quel momento cruciale per il futuro di Haiti; ed il nostro coraggioso eroe se ne sentì sollevato: la rivoluzione è questa, beh, non è poi così pericolosa. Però sarebbero bastati quattro militari volendo per fare piazza pulita di tutta quella musica e riportare la lotta alla tradizionale sparatoria. Nel caso avrebbe potuto contare sul personale dell’ambasciata? O suoi amichetti della CIA?

Che le persone avessero fame era evidente, mentre le pantegane sembravano ottimamente nutrite (ma il sostegno dei topi in genere è scarsamente influente per un sistema politico). In città dominava l’architettura coloniale ottocentesca dell’era pre-discografica, e l’Hotel Oloffson era un esempio spettacolarmente bianco di quello stile fatto di torri e balconate. Perciò era stato scelto dal leader dei rivoluzionari come quartier generale delle operazioni. Read more…

No Comments
Add Your Thoughts
August 9th, 2009

Ottava puntata: Ma gli androidi ascoltano musica elettronica?

Riassunto delle puntate precedenti – Dopo il crollo dell’industria discografica mondiale, la CIA vara un piano per utilizzare alcuni esperti musicali in importanti missioni segrete. A questo scopo invia in Afghanistan un ex manager della EMI (rimasto senza lavoro dopo il fallimento della compagnia) che cerca senza successo di avvicinare la popolazione alla musica country. Ma per il nostro giramondo è già pronto un nuovo incarico…


Nella musica c’è uno strato di arcaica potenza, una forza rivelatrice di aggregazione prepolitica e prerazionale che dovrebbe far paura: altro che gossip e storielle di vita spericolata. Sullo sgangherato aereo per la capitale dell’Uzbekistan, il nostro eroe faceva simili pensieri inquieti all’ascolto dell’ultimo disco di GooGoosha: la più celebre popstar ubzeka, nonché (caso unico nella Storia) presidente della Repubblica exsovietica.
Eh sì, perché la figlia del sanguinario dittatore Karimov aveva ereditato direttamente da costui tanto il caratterino quanto lo scettro del potere; ed ora abbinava spudoratamente i due ruoli, con intenzioni sempre più ambiziose. Inoltre l’Uzbekistan era da anni al centro di interessi contrastanti fra Russia e Unione Europea, essendo un punto cruciale per il passaggio dei gasdotti: per cui all’annuncio che Valery Gergiev (il direttore d’orchestra simbolo del Cremlino) avrebbe effettuato una tournée proprio in Uzbekistan, destinata a chiudersi con un concertone di gala nel quale avrebbe cantato la stessa GooGoosha, la CIA decise che l’agente Lambda doveva immediatamente andare laggiù: bisognava accertarsi infatti che l’appuntamento musicale non fosse una copertura per concludere torbidi accordi economico-politici che tagliassero fuori Usa ed UE dalla partita caucasica.
Read more…

No Comments
Add Your Thoughts

Main Navigation