Dopo il caso di un violoncellista americano respinto alla frontiera, il Guardian attacca il sistema inglese del permesso a punti: regole vessatorie e ritardi della burocrazia fanno saltare concerti, presentazioni e performances.
Dopo le clamorose proteste dei giorni scorsi, il Maestro fa “promettere” al Ministro dell’Economia di ripristinare i fondi del Fus. Tremonti usa un codice enigmatico: “Oggi ho incontrato il presidente del Consiglio e adesso ho incontrato il maestro Muti a cui credo dobbiamo tutti moltissimo anche come conoscenza e riconoscenza. Ho visto, ho sentito e per quanto di mia competenza mi hanno fatto dare la parola”.
Grazie al non-intervento dei governi berlusconian-pacifisti occidentali, e al silenzio dei giornali che relegano la notizia in tredicesima pagina, si sta ultimando indisturbato il massacro del popolo libico a due passi da noi.
Ora ci si chiede come/quando/con quale faccia, per garantire l’energia a noi necessaria, ricominceranno tutti a fare affari con il Colonnello. E cosa farà il mondo della musica? Torneranno le Beyoncé di turno a cantare per l’assassino?
Si sa che nelle grandi tragedie, almeno c’è la musica a portare conforto. E infatti la compagine del Maggio Musicale Fiorentino, in tour a Tokyo in questi giorni, ha lottato duramente e coraggiosamente – in questi giorni dopo il terremoto – per potersene tornare a casa il prima possibile.
A quanto pare ripartiranno giovedì, purtroppo prima che la nube tossica in arrivo da Fukushima possa inghiottirli. Il prossimo che si lamenta dei tagli alla cultura riceve una dose di ventimila schiaffi autografi dal Bdd.
Se ne va uno dei principali musicisti italiani del Novecento, e almeno un coccodrillo classico glielo facciamo noi visto che quasi nessun altro si è degnato.
Clementi aveva studiato inizialmente nella sua Catania, con un ex-allievo di Schoenberg che si trovava lì in fuga dalla guerra. Questa è la molla che l’ha spinto a fare sul serio, entrando nella classe di composizione di Goffredo Petrassi nei primi anni Cinquanta.E’ anche un grande frequentatore di Darmstadt, la capitale della musica d’avanguardia, e poi dello Studio di Fonologia di Milano fondato da Berio e Maderna.
Il suo…
“Diciamo che per chi fa il critico è difficile ogni tanto non dire qualcosa”. Con questa frase, la magnanima conduttrice di Amici ha salvato Mario Luzzatto Fegiz dal linciaggio per avere fatto una battuta su Valerio Scanu.
Dietro questa frase, una visione dell’Italia e del mondo: il capo difende il rompiballe di turno (sia esso critico musicale, giornalista, oppositore politico etc.) perché quest’ultimo deve essere rompiballe, è scritto nel suo dna e nel suo contratto. Dunque, anche se i rompiballe non servono e sono un peso per tutti, anche il popolo deve tollerarli, ed il capo stesso difenderà la loro – patetica, inutile, farsesca – libertà di opinione.
E s’intravede il fantasma…
Annata grassa per il Mainstrindie: dopo Decemberists, Joan As Police Woman, PJ Harvey, Iron & Wine, Bright Eyes, Amanda Palmer, Radiohead, R.E.M. e tante altre beltà, ecco il turno di una nota band newyorkese della quale non faremo il nome.
“Angles” esce ufficialmente il 18 marzo, dunque è stato ormai liccato. Contrastanti i pareri in rete, fra i quali troviamo: il Mago Gino nel suo show settimanale , La Belle Epop (con una divertente riflessione sulla policronia del Mainstrindie), Everett True, e Pitchfork che ne approfitta per una lenzuolata enorme…
Finale della decima edizione, 6 marzo 2011. Come giudici nella fabbrica mediasettara delle popstar partecipano, naturalmente, personaggi di ogni appartenenza editoriale et ideologica. Ecco i loro nomi:
Platinette, Mara Maionchi, Mario Luzzatto Fegiz, Monica Mosca (direttore di Gente), Umberto Brindani (direttore di Oggi), Luca Dini (Vanity Fair), Luca Dondoni (La Stampa), La Pina, Anna Pettinelli, Gnocchi, Vandoni, Balestri, Pippo Pelo, Scoles (Radio2), Andrea Laffranchi (Corriere della Sera), Paolo Giordano (Il Giornale), Marco Molendini (Il Messaggero), Marco Mangiarotti (Il Giorno), Alessandra Menzani (Libero), Stefano Mannucci (Il Tempo), Laura Rio (Il Giornale), Antonella Nesi (Adnkronos), Elisabetta Malvagna (ANSA), Roberto Brunelli (L’Unità), e un poveraccio non identificato della Gazzetta dello Sport.
Onore a tutti…
Da ormai una settimana è scontro aperto a Rio de Janeiro, tra i musicisti della Brazil Symphony Orchestra e il direttore Roberto Minczuk. Gli orchestrali protestano contro la decisione di procedere a nuove audizioni, che potrebbero mettere a rischio mettere a rischio i loro posti di lavoro. Molti colleghi d’oltreoceano si sono schierati pubblicamente a favore dei rivoltosi.
Ma oggi interviene a sorpresa il gran Maestro Kurt Masur, per chiedere agli orchestrali di ripensarci, e sostenere la decisione del management: “le nuove audizioni sono necessarie per innalzare il livello artistico”. La protesta comunque non si ferma.
Ormai ridottosi negli Usa a fantasma di sé, il Rap si riscopre veicolo sonoro di cambiamenti radicali in Tunisia, Egitto e tutto il Maghreb.
Luca Castelli su La Stampa segnala il “Khalas Mixtape Vol.1″, una prima raccolta dei brani che hanno segnato le rivoluzioni del 2011.
You can subscribe to Complottoemezzo by e-mail address to receive news and updates directly in your inbox. Simply enter your e-mail below and click Sign Up!
| Sun | Mon | Tue | Wed | Thu | Fri | Sat |
|---|---|---|---|---|---|---|
| « Jan | ||||||
| 1 | 2 | 3 | 4 | |||
| 5 | 6 | 7 | 8 | 9 | 10 | 11 |
| 12 | 13 | 14 | 15 | 16 | 17 | 18 |
| 19 | 20 | 21 | 22 | 23 | 24 | 25 |
| 26 | 27 | 28 | 29 | |||