Il grande saccheggio0 Comments

By Bdd
Posted on 15 Mar 2010 at 10:00am

di Antonio Gaudino (Il Fatto, 12/3/2010, p.15)

Quarant’anni fa moriva il più grande chitarrista rock di tutti i tempi, Jimi Hendrix. Quarant’anni fa Jamie, la sorella adottiva, era una bambina forse del tutto ignara della genialità di quel fratello che cambiò per sempre la storia della musica e della chitarra. Oggi la stessa Jamie invece è a conoscenza così bene della fortuna che gestisce, da raschiare insistentemente quel barile dove è rimasto ancora un po’ di talento del meticcio di Seattle.

Un barile di cui è stato fatto scempio nel corso degli anni da major e produttori, mettendo in circolazione un po’ di tutto: prove, provini, jam session casuali, lamenti di voce, chitarre accordate, risate, chiacchiere, note sparse e quanto Hendrix non avrebbe mai voluto condividere di sé. Si è arrivati allo scempio totale, facendo suonare a dei turnisti moderni brani incompleti e mai finiti da Jimi.

Ma le strategie delle major non lasciano spazio ai sentimenti, e anche quelle degli eredi a quanto pare, che dopo aver vinto la causa per la gestione del repertorio di Jimi, oggi strizzano e spolpano all’inverosimile tutto ciò che gli è possibile con la “scusa” dell’offrire ai fan album inediti che Jimi non ha completato. Un grande saccheggio che non sembra essere finito. “Valleys Of Neptune” è un buon album come alcuni altri postumi (a volte eccellenti) del passato, sono 12 brani registrati in varie occasioni in modo semplicemente diverso dalle versioni conosciute, sottolineiamo che è inedita l’incisione e non il brano in se. Del resto, tramite album postumi, outtakes e bootleg, alla fine di Hendrix inedito è rimasto davvero ben poco. Ufficialmente di veramente non edito, restano alcune incisioni con l’amico e chitarrista John McLaughlin, il jazz drummer Dave Holland e l’altro batterista e amico Buddy Miles, incisioni poi stampate su un bootleg dal titolo “Music for Fans”. Così come per questa nuova emissione, visto che la stessa title track uscì per una label poco nota (Watch Tower) con il titolo “Valleys of Neptune Arising” nella terza traccia dell’album “The Electric Lady Studio Recordings”, traccia che Hendrix riprende quattro brani più tardi aggiungendo al titolo, fra parentesi, (Strange mix). Sia chiaro, “Valleys Of Neptune” possiede una grande dignità e piacerà molto a chi non ha avuto modo e fortuna di ascoltare altre emissioni, ed è un documento mancante nella discografia ufficiale.

Il chitarrista lo avrebbe voluto in circolazione? Abbiamo forti dubbi in merito, e timore per il futuro. Hendrix era capace di lavorare per oltre 18 ore al giorno registrando qualsiasi cosa gli passasse per la mente. Questo il motivo di così tanti inediti nel suo repertorio da tempo in possesso della famiglia e oggi distribuito da Sony music, che fra Bob Dylan, Bruce Springsteen, Leonard Cohen, Janis Joplin e Jeff Buckley deve avere degli archivi negli “scantinanti”, più ricchi e segreti di quelli vaticani! Dunque, “Valleys of Neptune” è un discreto album postumo come alcuni editati dopo la sua morte che contiene una track list di tutto rispetto. Nonostante l’abuso del suo lavoro post-mortem, sembra che ci saranno ancora delle nuove sorprese discografiche in futuro, annuncia la famiglia. Nel frattempo ci limitiamo ad una semplice richiesta alla Foundation Hendrix: che siano tutte sfiziose e dignitose come “Valleys of Neptune” le prossime uscite, per noi ma soprattutto per lui.

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