Temo che questa sia una tessera alla memoria, perché The Duckworth Lewis Method hanno già annunciato il loro scioglimento, poco dopo la pubblicazione del loro primo ed unico album.
Eh sì, la NuovaP2 si evolve così rapidamente che non si riesce a starci dietro e le presentazioni coincidono con gli addii. Una botta e via. O meglio, in questo caso, una battuta e via perché il disco in questione è in pratica un concept sul cricket: che secondo le accurate indagini compiute da Complottoemezzo, risulterebbe essere uno sport nel quale ci sono delle palle da colpire con un bastone.
Fortunatamente i TDLM utilizzano questa assurdità come pretesto per ironizzare su un certo tipo di società britannica, i suoi formalismi, e la sua irresistibile stucchevolezza. A dire il vero ho tenuto questo disco in soffitta tra i “ma anche no” per parecchio tempo, perché gli stereotipi musicali (in particolare beatlesiani) sono così onnipresenti da farlo sembrare inizialmente un puro esercizio di stile: finché, appunto, non se ne coglie il carattere di commedia brillante e profonda. E “The Age Of Revolution” è una bomba atomica che Ahmadinejad se la sogna.
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