February 14th, 2010

Potere assoluto

Mentre ci si continua a lamentare (o compiacere, a seconda dei punti di vista) che il costo per ascoltare musica è ormai prossimo allo zero, nessuno si preoccupa dell’impennata folle che negli ultimi anni hanno avuto i prezzi per assistere alla musica dal vivo. Ed in questa generale indifferenza, negli Stati Uniti sta nascendo una concentrazione economica da far impallidire Berlusconi e Murdoch messi assieme.
L’ultima novità è questa: il Dipartimento della Giustizia americano ha incredibilmente dato il via libera alla fusione tra Live Nation e Ticketmaster. I due colossi che negli Usa dominano già i rispettivi campi – organizzazione degli spettacoli e vendita dei biglietti – andranno così a costituire un’unica società, la Live Nation Entertainment, con tanti saluti ad ogni residua possibilità di concorrenza nell’intero settore (che è peraltro l’unico nel quale gli artisti potrebbero ancora guadagnare qualcosa, se concorrenza ci fosse). “E’ un bel giorno per l’industria musicale”, dice il capo di Live Nation. Per forza: oggi è lui, l’industria musicale.
Tutto ciò mentre Obama in un’intervista a Business Week  dichiara: “Siamo fieri sostenitori di un mercato libero e dinamico”. Meno male, altrimenti ci sarebbe venuto il dubbio che l’amministrazione americana stia spianando la strada a un sistema bloccato e monopolistico. In cui il Nemico non è più rappresentato dalle case discografiche, ma dalle megaziende che hanno (anzi, dalla megazienda che ha) in mano l’affare della musica non-registrata.

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