December 21st, 2009

La disfatta di X-Factor

La campagna d’odio lanciata su facebook ha avuto successo: dopo cinque anni consecutivi, finisce l’egemonia del talent show sulle classifiche natalizie in UK.

“Killing In The Name” dei Rage Against The Machine ha sbancato, ma è davvero un trionfo della “vera” musica contro la fabbrica delle hit? Secondo il Guardian, no.

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December 20th, 2009

Abbassare i toni

È sempre più evidente che c’è un preciso network criminale che alimenta da anni la spirale dell’hype.
Ma non bisogna fermarsi a questa banale constatazione: dobbiamo cercare di capire come funziona questa spirale, prima di poter (eventualmente) arrestarla. Cominciamo dunque col dire che nel sistema musicale c’è un aspetto di contenuto ed un aspetto di relazione: il primo coincide con il ‘fatto’ musicale vero e proprio, il secondo con il rapporto che viene a costituirsi fra l’artista e il pubblico.

E il giornalismo, come le altre figure di mediazione, contribuisce proprio a determinare questa relazione.
Dove sta il problema, dunque? Immagino che qui ognuno abbia una sua idea sul perché le cose stiano andando, o siano andate, a puttane.
Personalmente credo che il modello migliore ci venga fornito dalla scienza medica: secondo cui, in un sistema sano e spontaneo, l’aspetto relazionale rimane sempre sullo sfondo. Se invece è malato ed artefatto sono i contenuti a restare in secondo piano, mentre ogni sforzo è volto a ridefinire costantemente la natura della relazione.

Se ci pensiamo, è esattamente ciò che avviene nel sistema musicale. Le copertine, le interviste, le cosiddette “critiche”, sono guidate dalla schizofrenica necessità di ragionare all’infinito sul rapporto relazionale fra artisti e pubblico (riassestandolo in continuazione): rapporto che dunque finisce per essere scollegato dal fatto musicale.

Già nella weekly column di domenica scorsa dicevo che non si può ridurre la musica al solo aspetto della comunicazione. Perché se il sistema musicale arriva a questo, siamo davanti alla sua deriva psicopatica: che alimenta non soltanto le spirali dell’hype, ma consente anche fraintendimenti clamorosi. Come potrebbe succedere, altrimenti, che uno come Morgan venisse considerato un genio della nostra epoca?

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December 20th, 2009

Il modello Moratti

Appena nominata responsabile delle politiche sociali del Pdl, il sindaco di Milano inizia già a darsi da fare.

Ecco la sua prima proposta: “In radio il 50% della musica sia italiana”.

Qualcuno obietta che l’autarchia musicale imposta per legge potrebbe non essere un sistema molto liberale, ma Lady Letizia rassicura: “Radio Lombardia ha già aderito!”. Ah beh, allora…

Si attendono analoghe disposizioni per libri, film e fumetti. Come reagirà il network del LOL?

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December 18th, 2009

Prove di dialogo

NME incontra l‘“anti-Babbo Natale” Simon Lowell. “Per molti indie fans è il diavolo incarnato. Per molti, molti di più è il creatore del più compulsivo programma tv di sempre”.
Intanto però procede con successo la campagna di killeraggio ai danni di X-Factor: i Rage Against The Machine sono provvisoriamente in testa alle classifiche natalizie.

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December 17th, 2009

Il network dell'odio

E’ bufera su Facebook, dopo il lancio di una massiccia campagna per boicottare il vincitore di X-Factor (tale Joe McElderry): “piuttosto, comprate Killing In The Name dei Rage Against The Machine”.
Dopo anni di dominio incontrastato sulle classifiche di vendita natalizie, sta per finire l’era del reality musicale?

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