Il surriscaldamento dell’hype ha raggiunto da tempo esiti preoccupanti, che ormai non si possono più ignorare. Quanto tempo passerà prima che i responsabili di questa insidia (da Rollingstone e Pitchfork, giù fino agli agitproppisti di piccole e medie dimensioni) si impegnino a diminuire le loro emissioni di propaganda?
Del resto ogni volta che si augura il “successo” a qualche artista sconosciuto, anche se con le migliori intenzioni, si fanno dei danni: prima di tutto agli artisti stessi. E’ fin troppo banale infatti prendere atto che non solo l’ispirazione, ma il loro stesso equilibrio personale, risentono negativamente dell’eccesso di attenzioni nei loro confronti.
In questo, i tesserati della NuovaP2 se la passano senz’altro meglio di chi è condannato a vivere permanentemente fra le tempeste del pettegolezzo più o meno indie. Jason The Swamp, ad esempio, ha fatto quest’anno un disco dal titolo “As Is The Sun” – in download gratuito sul sito di Rack & Ruin Records – che già dalla title track, tutta basata sulle analogie tra l’io e il sole (“The sun is waiting, and I am waiting too / And I am patient as is the sun…”), esprime un senso di forza e di inscalfibile serenità. E – come per conseguenza inevitabile – di una bellezza che si ripete in tutti i tredici pezzi dell’album.
La melodia, sommessa ma solenne, evoca la bellezza del sole: ideale, e per noi irraggiungibile. Nondimeno, le ruvidezze di questo folk home-recorded tengono questa bellezza ancorata alla terra: rendendola umana. I tempi infine sono estremamente rallentati, ma pieni di un’energia che potrebbe esplodere da un momento all’altro (come avviene durante la stessa “As Is The Sun”, verso metà del brano, o in “Are You_”).
YouAintNoPicasso nel 2008 paragonava Jason The Swamp ai soliti Animal Collective, che però (perfino a un livello superficiale) c’entrano pochissimo. Speriamo dunque che, a differenza loro, continui a non avere alcun successo.
Vai al myspace di Jason The Swamp.
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