December 9th, 2009

La Repubblica degli orrori

Il giorno dopo l’elogio di X-Factor, oggi il nostro quotidiano preferito prende in mano il baustellometro per misurare le potenzialità del Teatro degli Orrori: “un mondo musicale che sfugge ai riflettori delle televisioni e delle classifiche eppure riempie club e locali dove il rock indipendente si trasforma in pura passione”.
Carlo Moretti, che di pura passione se ne intende, li definisce “canzone d’autore oltre il muro del suono: erano anni che nel rock alternativo prodotto in Italia il testo non era così centrale e necessario, politico nel senso più ampio del termine”.
Verrebbe anche da dire che erano anni che il giornalismo musicale italiano non cadeva così in basso, se Repubblica non offrisse ogni giorno esempi più raccapriccianti…

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