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By Bdd
Posted on 13 Nov 2009 at 12:24am

di Valerio Mattioli (Blow Up#138, p.144)

[...] Per una volta… facciamo un salto dall’altra parte della staccionata, nel mondo off line. O meglio: in un mondo che, sotterraneamente, pare bellamente rifiutare alcune delle dinamiche che della galassia Internet sono figlie, pur se – ed è un bel paradosso – questo stesso mondo, senza Internet, non esisterebbe.
Da queste parti si è più volte insistito sul ritorno a una dimensione umana, fisica, tutta concerti & oggetti concreti (il disco, la confezione, ecc) di un underground che, anno dopo anno, ha finito per allargarsi a cerchie sempre più ampie di pubblico, fino a contaminare una fetta non trascurabile della galassia indie anni 2000. È un mondo che senza la Rete non sarebbe mai emerso: sono stati dopotutto i Myspace, i contatti epistolari via email, le Message board per appassionati, a dare vita a quella tela su cui poggiano i contatti, i rapporti, gli scambi che di questo mondo sono la spina dorsale. Eppure, da qualche tempo a questa parte, l’impressione di trovarci di fronte a una specie di “luddismo di ritorno” è qualcosa più di un sospetto.


Gruppi che il myspace semplicemente non ce l’hanno (perché non vogliono averlo, sia chiaro); comunicazioni che viaggiano lentamente – in un revival più grottesco che altro – tra fanzine autoprodotte e cataloghi fotocopiati; musicisti che addirittura il computer non lo tengono nemmeno in casa, una cosa che assomiglia tanto a certo snobismo underground (tipicamente americano) che già a suo tempo prescriveva il rifiuto in toto dell’apparecchio Tv.

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