October, 2009

Tessera n.44: Wet Hair

Posted on 25 Oct 2009 at 7:24pm

Vi ricordate l’“hypnagogic pop”, quel presunto nuovo trend musicale inventato da David Keenan su The Wire un trimestre fa? Giusto questo mese Valerio Mattioli l’ha ripescato su Blow Up a proposito di Gary War, per comprendervi artisti “che a suo tempo infilammo sotto le sigle più improbabili (dalla moan wave allo pseudoshitgaze più sfasato)”, e che “condividono un immaginario che mescola stranezze hippie, retaggi lo-fi e allucinazioni 80’s a metà tra new age e pop maldigerito”. Io sintetizzerei come “l’ambient che va a puttane”.

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Il meno meglio

Posted on 25 Oct 2009 at 5:49pm

Quest’anno, come ormai saprete, la trappola dei dossier non risparmia più nessuno. Conversazioni private messe in piazza (senza nemmeno usare Google Wave), critica musicale trasformata in gossip ricattatorio, brachinismo selvaggio. Ed ecco allora l’ultimo episodio, Rockit che attacca gli Amari, nel tentativo di frenare la loro rincorsa verso il Baustellometro 2009; ma la polemica si esaurisce in un’eiaculazione precoce di colpi bassissimi, trattandosi di un puro regolamento di conti (peraltro tutto interno al fighettismo indie).

Insomma gli Amari sono “vuoti come le palle dopo una pisciata”, cose così. E intendiamoci, le metafore fallocratiche potrebbero essere di grande efficacia: basti pensare a ciò che ne fece Gianni Brera in ambito calcistico….

Orgasmo garantito

Posted on 24 Oct 2009 at 10:05pm

Giuseppe di TakeTheSongsAndRun diventa uno stalker dei Local Natives: “Li ho visti tre volte di fila al CMJ. Se non si era capito, io amo questa band!”. E intanto il 2 novembre esce “Gorilla Manor”, l’album d’esordio del quintetto losangelino.

Giù dal piedistallo

Posted on 18 Oct 2009 at 6:55pm

Qualche giorno fa stavo leggendo un libricino intitolato “Leadership Trasparente”, tutto basato sul parallelismo tra il mestiere del manager e quello del direttore d’orchestra.

Parallelismo paradossale, vista la lontananza fra i due ambiti coinvolti. Eppure appropriato: entrambi si fondano quasi interamente sull’autorità che riescono ad esercitare sul gruppo di cui si fanno carico (l’azienda o l’orchestra), ma nessuno sa bene da cosa derivi questa autorità né come si possa misurare.

Certo non si misura sulla competenza tecnica, che pure è importante. Si dà per assodato che ogni manager, come ogni direttore d’orchestra, conosca le leggi dell’economia (o della musica): ma questa conoscenza di per sé non servirebbe a nulla, se orchestrali…

Tessera n.43: I Come To Shanghai

Posted on 18 Oct 2009 at 4:01pm

Il pop di I Come To Shanghai è assai stravagante, quasi più dei calzini del giudice Mesiano: ma non potendo beneficiare della popolarità offerta dai giornalisti di Canale 5, il duo deve per ora accontentarsi della Nuova P2. Sarà per questo, o per innata generosità, che I Come To Shanghai danno via gratis il loro omonimo album di debutto? Comunque sia, sono un’élite di merda. Lo di mostra già il pezzo d’apertura, “Pass The Time“, una musichina fuorimoda e fintorock da sigla televisiva che però parla di Dio: un fannullone che ha creato il creato al puro scopo di passare il tempo, e avere qualcuno che gli parlasse….

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