Il ministro della Grettitudine Pubblica ringhia contro “i parassiti dei teatri lirici, i finti orchestrali, i finti cantanti” che dovrebbero finalmente “andare a lavorare”.
“Ci sono orchestrali che mettono insieme orchestre che suonano poco per avere sussidi statali pagati da noi”.
E perché, i nostri parassiti di governo chi li paga?
Riassunto delle puntate precedenti – Dopo il crollo dell’industria musicale, il governo britannico inizia a nazionalizzare le compagnie discografiche fallite. La CIA invece vara un piano per utilizzare alcuni esperti musicali in importanti missioni segrete, e a questo scopo recluta un ex manager della EMI. Purtroppo questi suoi incarichi (dall’Afghanistan alla Somalia) falliscono uno dopo l’altro, e l’agente Lambda fa ritorno a Londra… “Laudetur Jesus Christus”, disse l’anziano. “LAUDETUR SEMPER”, risposero i presenti disposti in cerchio, cercando di trattenere il loro smarrimento. I cardinali, e gli stretti collaboratori, ripensavano alle parole appena udite. La decisione pontificia piombava del tutto inattesa: il Vaticano doveva procedere immediatamente all’acquisto delle grandi ex-multinazionali della musica,…
L’ultimo fenomeno shitpop non è nemmeno arrivato ancora sulle pagine di Pitchfork, che già qualcuno invita a boicottarlo: “non è altro che un guilty pleasure, risultato di corruzione governativa e lavoro schiavista” scrive infatti Impose Magazine. Si riferisce ironicamente a ciò da cui Weed Diamond trae nome e ispirazione. I 2’42” di “Let’s Burn One Down” sono in questo senso un ottimo concentrato di scorrettezza: “Let’s work this out, let’s burn one down” è l’incipit introduttivo che ne riassume anche il contenuto. Roba ambiziosa insomma, però intendiamoci: non è affatto l’osvaldology che ci si potrebbe aspettare dal titolo (cioè quel fumato misto di hip-hop-reggae-benharper tipico da pugliese…
La riverita firma di Rumore si lancia sul numero di settembre in un “atto di livore”, avente per destinatari alcuni suoi stessi compagni di testata. Si avvicina una resa dei conti interna al mensile?
Andrea Girolami, sotto attacco come Dino Boffo, cerca comunque di smorzare i toni e si difende: “non sono un veltroniano”.
E AccentoSvedese ne approfitta per rimestare nel torbido: “Che senso ha oggi una rivista come Rumore?”
I Bombadil fanno canzoni d’amore. Ma dell’amore scartano proprio l’inizio e la fine, i due momenti che – nel loro romantico estremismo – attirano da sempre l’attenzione di e musicisti più o meno maudit. Piuttosto, questo trio del North Carolina – nel secondo album “Tarpits And Canyonlands” (download qui) – dedica 15 brani di pucci folk a tutto quello che c’è in mezzo. La scintilla iniziale ci fu in chissà quale passato remoto, e non li riguarda più. Come non li riguarda il suo disfacimento. In “Tarpits And Canyonlands”, l’amore è un’eternità mantenuta a qualsiasi prezzo: per questo le canzoni sono solo apparentemente tranquille, e tanto immancabilmente graziose…
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