Decima puntata: La lotta alla pirateria0 Comments

By Bdd
Posted on 06 Sep 2009 at 11:39am

Riassunto delle puntate precedenti – Dopo il crollo dell’industria musicale, il governo britannico inizia a nazionalizzare le compagnie discografiche fallite. La CIA invece vara un piano per utilizzare alcuni esperti musicali in importanti missioni segrete, e a questo scopo recluta un ex manager della EMI. Dopo aver tentato di avvicinare il popolo afghano alla musica country, e di bloccare un accordo fra Russia e Uzbekistan, ed essere finito nelle carceri di Haiti, l’agente Lambda…


Ai piani alti si cominciavano a nutrire un po’ di dubbi sull’efficacia dell’agente Lambda: le missioni effettuate fino a quel momento erano una frana, e c’era già chi riteneva necessario tornare ai tradizionali metodi di intelligence. L’agente Lambda fu comunque inviato in Somalia, dove ormai da anni i pirati non davano tregua ai carichi che passavano per il golfo di Aden.
L’idea era di annientarli con la tecnica del “bombardamento musicale”, grazie ad un armamento acustico di nuova generazione. Il vascello fantasma nel nostro ex manager lanciò il primo lunedì del mese l’assalto ai nemici: tramite l’infallibile cannone sonoro superdirezionale fece partire la scarica di Walk This Way, sintomo baldanzoso della sua impresa. La cosa sembrò subito funzionare: i torsi nudi negri si ritirarono immediatamente sottocoperta, evidentemente disorientati ed impotenti. Bastava muovere la manopola per controllare il punto esatto in cui il suono sarebbe caduto con tutta la sua devastante intensità.
Finalmente sarebbe riuscito a terminare con successo un incarico. Non pensava nemmeno fosse così facile, almeno fino a quando non fu colpito da un colpo di cassa che per poco non lo fece ruzzicare a terra: a quel colpo ne seguì un altro, e poi un altro, e poi una raffica di rullate che gli martellarono l’ipotalamo. L’agente si buttò a terra. Partirono urla e cori mai sentiti prima d’ora, il nostro ex-manager non sapeva cosa fossero né da dove venissero, semplicemente in quel momento era incapace di ragionare e quasi di respirare. Si precipitò nella sua sala con un’espressione terrificata in volto: non ne sarebbe uscito vivo.

E all’improvviso, tutto finì. I masnadieri informatizzati avevano avuto la pietà di premere stop, ben sapendo che il loro controbombardamento – a paragone del quale il sofisticatissimo cannone sonoro brevettato dal Pentagono era una scoreggina di bimbo – poteva bastare. Lambda da quel momento non fu capace di opporre alcuna resistenza, anzi non fu in grado nemmeno di reggersi in piedi per il resto di quella dannatissima giornata.
Il nostro eroe scoprì presto che il capo di questi ex pescatori ed ex soldati – divenuti ormai equipaggiatissimi hacker – era una specie di santone che aveva delle teorie assai bizzarre sul potere della musica. “Il suono ha abbandonato la Terra molti secoli fa” – spiegò il bucaniere – “Quello che sentiamo noi è soltanto una pallida eco di quel segnale potente ed irresistibile che guidava i nostri antenati. Lo stesso di Ulisse. E voi pensavate di poter imporre agli uomini il mormorio rantolante dei vostri compact disc?? La verità è che i vostri cd si sono ammalati, perché siete dei primitivi senza Dio”.
“Veramente”, replicò il protagonista, “non abbiamo imposto nulla, e di compact disc se ne sono venduti a centinaia di milioni. Hanno accompagnato la vita di intere generazioni. Troppo comodo parlare col senno di poi”. Infatti il pirata restò in silenzio, dando modo al protagonista di ammirare il coltello. Quell’illecita chiaroveggenza del capo pirata lo affascinava.
Ogni mattina, i pirati si prendevano un beverone biancastro e ne offrivano pure all’ostaggio (gli sarebbe mancato, quel beverone, in futuro). E intanto, dopo settimane di ricerche inutili, la CIA acconsentì – ma era l’ultima volta – di sganciare un riscatto milionario per liberare il suo inutile agente sonoro. Il santone corsaro lo salutò solennemente: “Ripensa bene ai miei insegnamenti. E ti giuro che i tuoi cd guariranno. E voleranno”.

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