Come direbbero i qualunquisti, la buona musica è uno dei grandi piaceri della vita. Ci piace ascoltarla di mattina appena svegliati, o come sottofondo al lavoro mentre scorriamo la bacheca di facebook, ed è anche indispensabile per creare la giusta atmosfera ad ogni festino che si rispetti. Già, ma come trovarla? In molti, per mancanza di tempo o di voglia, puntano le solite galline vecchie: U2, Eagles, Nomadi, Radiohead. Ma mentre anche questi ultimi tramontano senza gloria in un brodo di singoli orribili, appare sempre più chiara l’esigenza di un ricambio generazionale; e per questo c’è chi si affida alle omelie di Pitchfork, con la stessa fede che…
Inizia oggi a Boston il weekend di Weirdstock: “A three day celebration of experimental music and art”, festival gratuito organizzato dalla White Family Records.
Partecipano circa 50 band dell’area shitpop: fra queste Truman Peyote, Sore Eros e Many Mansions.
Ma in Italia il DIY è quello di Carlo Pastore…
Chissà perché, fra tutte queste chiacchiere da salotto sulla morte della X (dove X sta a seconda del momento per “critica musicale”, “stampa musicale”, “industria musicale”, “musica classica”, “musica rock”, “musica”) viene solitamente trascurata la morte degli studi di registrazione musicali: eppure quest’anno sembra che non si trovi più un solo artista disposto ad usarli. “Ma certo signora mia, non ce n’è più bisogno: ora si possono fare le stesse cose in camera da letto”. Eh no bello, non proprio. Ve lo vedete per esempio Apicella che registra un disco nella camera da letto? E la escort poi dove va? No, la situazione è un’altra. In realtà il prepotente ritorno…
Negli anni Novanta era molto fico leggere Siddharta, vedere film su Buddha e convincersi di essere buddhisti. Il frullato esotico funzionava anche in musica, dove bastava aggiungere un loop vagamente indiano alle peggio tamarrate techno per trasformarle in sciccheria da intellettuali. E come sempre in questi casi, una volta finita la buddhamania si è rapidamente passati all’eccesso opposto: il ghetto sonoro della “chill out” è diventato da allora uno dei modi più facili per stanare il cafone di turno che cerca di darsi un tono, magari comprandosi l’ennesima compilation mixata da Dj Ravin. I Falcao meravigliao però non sono Dj Ravin, non sono neanche suoi lontani parenti e probabilmente (buon…
Nel numero in edicola, Edmondo Berselli spara a zero sulla “restaurazione rocchettara” che trasforma il mito in business con l’imprimatur clericale: “bisognerebbe cercare di non rimanere a bocca spalancata quando l’Osservatore Romano beatifica Bruce Springsteen dopo il suo ultimo potentissimo concerto romano”.
Dopo il “requiem per il rock” di Marinella Venegoni, continua così il demagogico riposizionamento da parte dei poteri forti sul “grande carrozzone” in crisi.
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