In onda ieri sera su Raiuno il numero zero di “Mettiamoci all’Opera”, un “talent show” dedicato all’opera lirica: sotto gli occhi di una giuria capitanata dalla nota esperta di cazzi Katia Ricciarelli, aspiranti tenori e soprani si sono sfidati a chi lanciava l’urlo più belluino.
Luoghi comuni da osteria, battutacce xenofobe e un’orchestra espressiva come un cesso a manovella hanno definito perfettamente ciò che si intende oggi per “cultura” secondo la tv di regime.


