Tessera n.31: Candy Claws0 Comments

By Bdd
Posted on 06 Aug 2009 at 4:14pm

“Che stanno a grattuggià‘l formaggio?” – chiede ironicamente la donna della domenica ascoltando “Diving Knife”, la traccia che apre il disco (“In The Dream Of The Sea Life”, scaricabile qui, comprabile qua). In effetti, la parte iniziale di questo pezzo sembrerebbe abbastanza antimusicale: parte con un mormorio sintetico indefinito, e quasi impercettibile; quindi a 1’05” compare a tradimento una scudisciata horror, che allude evidentemente al “coltello” del titolo. Da qui in poi è proprio questa scudisciata a battere il tempo, come fosse una rullata di batteria, mentre la chitarra accenna a un semplice giro di quattro accordi ascendenti: e in questo modo, dalla grattugiata del formaggio si passa ad uno stato intermedio che prepara la canzone vera e propria.
Questa sezione A irrompe a 1’25”, con un affollamento di elementi che è l’esatto opposto del vuoto iniziale: la batteria e le voci, rese meno nitide da un quintale di riverbero, fanno più caos che Rimini a ferragosto. Il ritmo è vivace, sembra guidare un crescendo inarrestabile, e invece l’allegra concitazione si arresta quasi subito. A 1’45” tutto si spegne di nuovo (sezione B), e stavolta resta solo una voce maschile che presenta un primo spicchio della melodia principale: “Diving Knife / Side To Side”. Ricomincia poi la sezione A, ancora più incasinata di prima, e stavolta più estesa nel tempo.
Stavolta finisce infatti a 2’27”, ed è di nuovo il turno di B. E stavolta la frase viene completata: “Diving knife / Side To Side / All my life you tried and tried”. Parole che alludono ad una storia appena accennata. A chi si rivolge il protagonista? Ad un assassino che dopo molti tentativi sia finalmente riuscito a pugnalarlo? Boh. E un po’ anche sticazzi. Ma certo che i sentimenti evocati sono opposti: da un lato il tema assai macabro (evocato dalla scudisciata grattaformaggio iniziale come pure dai tanti stridori metallici nel corso del pezzo), dall’altro una melodia che nel finale si fa sempre più ariosa e sognante.
In questo senso, i chiaroscuri e i pienivuoti che attraversano “Diving Knife” sono un’eccezione all’interno di questo disco d’esordio dei Candy Claws: che per il resto fanno prevalere senz’altro la loro componente dreampop-elettronica, anche se generosamente pervasa di distorsioni ed effetti vari in omaggio alla moda del 2009. Qui comunque c’è la recensione di ForestGospel. Qui invece l’opinione di Mp3Hugger su “Catamaran”, il primo singolo, che ai giovani nostalgici ricorderà senza dubbio gli anni ruggenti dell’indietronica. Ma con il suono annegato nella struggente cacca psichedelica di quelli attuali.
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