Incurante degli appelli alla calma, Giovanni Allevi si prepara a profanare domani sera l’Arena di Verona scatenando l’artiglieria pesante: “Sarà la prima Woodstock della musica classica“, “Sono perseguitato come Mozart“, “Ho scoperto un nocciolo di classicità nella musica metal, si avverte un’eco di Wagner“, “Sono simpaticamente megalomane” (simpaticamente?).
La stampa, con pochissime eccezioni, è completamente asservita al pianista che cammina sulle acque: il quale, incurante del ridicolo, dice pure che “Dio si trova tra le note di uno spartito“. Ovviamente suo.
Geniale trovata degli organizzatori dell’I-Day di Milano, ovvero l’evento rock dell’anno, ovvero il concerto degli Oasis senza gli Oasis: all’ultimo minuto tirano fuori i Deep Purple freschi freschi dalla tomba, pur di non rimborsare i biglietti.
“Ma gli spettatori avranno la possibilità di beneficiare di uno sconto di 20 euro sulla prossima edizione”, hanno aggiunto gli svergognati promoter.
E ovviamente il Giornale applaude.
Riassunto delle puntate precedenti – Dopo il crollo dell’industria musicale, il governo britannico inizia a nazionalizzare le compagnie discografiche fallite. La CIA invece vara un piano per utilizzare alcuni esperti musicali in importanti missioni segrete, e a questo scopo recluta un ex manager della EMI. Dopo aver tentato di avvicinare il popolo afghano alla musica country, e di bloccare un accordo fra Russia e Uzbekistan, l’agente Lambda…
Arrivò a Port-au-Prince con un vecchio impermeabile luridissimo (bisognava pur mimetizzarsi, in quel paese di poveracci in calore rivoluzionario). Non era stagione turistica, né per il clima né per la stabilità politica. Per di più respirava male, molto male per via dell’asma. Ma…
Sul sito web della rivista, nemmeno una parola sulla liquidazione degli Oasis.
In compenso c’è ancora un articolo del 25 agosto dove si accusavano i tabloid d’oltremanica di avere “montato ad hoc l’ennesimo litigio” per “speculare fortemente su un quasi certo scioglimento della band”.
Per fortuna c’era Rolling Stone a raccontare la verità, eh.
Intanto nelle edicole arriva la copertina menagrama a loro dedicata sul numero di settembre.
“Musicista e comunista, troppo scontroso e altruista per essere un’icona della nuova sinistra”: così inizia sul giornale di Giuliano Ferrara il ritratto del cantautore lombardo, che forse non sarà icona della nuova sinistra ma in compenso lo è dei vecchi teocon. Anche l’Avvenire infatti gli dedica una lunga intervista. Ecco dunque il miracolo del Nazareno: lui compare a Jannacci, e magicamente Jannacci compare (come non avveniva da secoli) sulle prime pagine.
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