I Periscope sono quattro ragazzi di Colonia, il cui primo ed omonimo ep si può scaricare da qui. FutureInNoise definisce la loro musica “sunshine art rock”, per spiegare che è al tempo stesso allegra e secchiona.
Questo è praticamente anche l’unico commento che si può trovare finora su di loro: partiamo dunque da una così insolita convivenza di atteggiamenti, solitamente speculari, per ascoltare uno dei loro cinque pezzi disponibili – intitolato, molto fantasiosamente, “Second Song” (sì c’è anche una “Fourth Song”, mentre le altre hanno titoli più normali).
E qui lo sfoggio di ambizione compositiva non potrebbe essere più birbone, fin dai primi secondi. Su un ritmo parecchio sostenuto (155) la chitarra parte con tre battute di introduzione, invece delle quattro canoniche, all’interno delle quali c’è pure una rapida – cough, cough – modulazione. Segue subito la prima strofa, che di battute ne dura sei (altro multiplo anomalo) e per di più suddivise da un cambio di ritmo: la parte vocale si concentra nelle prime quattro battute, con una melodia cromatica accompagnata debolmente dalla batteria (solo rullante); mentre le ultime due, in cui la voce raggiunge il primo punto d’appoggio e dunque dovrebbero essere interlocutorie, vedono partire la batteria a pieno ritmo.
Come si può capire dunque tutto è estremamente intricato, e sono passati soltanto 14 secondi! Evidentemente l’energia dell’esecuzione fa sì che l’ascoltatore non si accorga quasi affatto di questa complessità, ricevendo solo una vaga puzza di scimmie artiche all’esordio (o più in generale di roba d’oltremanica). E dopo una seconda strofa che giustamente ricalca la prima, la terza inizia come le altre due ma poi sfocia nella sezione B di questa “Second Song”: quattro battute che iniziano con il culmine melodico del pezzo, facendo immaginare chissà cosa, e poi si rimangiano tutto con una chiusura acidissima e precipitosa.
In effetti i Periscope – in questa come nelle altre canzoni – paiono divertirsi un mondo a contraddire le attese dell’ascoltatore. Quando non ci si aspetta nulla tirano fuori la botta di vita, la trovata spiazzante che impone il cambio di passo. Quando sei lì che stai per iniziare a ballare, si buttano via per ricominciare da zero. Tanto ambiziosi quanto cazzoni, appunto.
Vai al myspace di Periscope.
Tessera n.24: Periscope
(Comments are closed)
No Comments
Add Your
Thoughts

