Questo il titolo birichino con cui il Times commenta la discesa in campo di Benedetto XVI nel pop: il successore di San Pietro, forte del suo nutrito seguito di fans, uscirà infatti per natale con un album di canti popolari. A pubblicarlo sarà la Geffen, che spera di tornare così ai fasti di Nevermind. Nel frattempo, con una mossa volta evidentemente alla tempestiva eliminazione degli avversari più temibili, l’Osservatore Romano stronca Giovanni Allevi.
Nel tentativo di imitare il satanico premier italiano, la discussa rockstar – sotto accusa per alcuni comportamenti non commendevoli – minaccia i giornalisti: “Il prossimo che fa delle affermazioni per attaccarmi, lo andrò a trovare personalmente (o con l’aiuto di qualche fan) a casa sua. Vedremo se poi ha il coraggio di dirmi le stesse cose in faccia”.
Alan McGee sul Guardian: “Sono stati vittima di chi pensa di avere gusti musicali superiori. Ma assieme a Bruce Springsteen e Sopranos, i Bon Jovi formano la trilogia della cultura pop del New Jersey”. Idolator replica: “Sono più mitici i Misfits”. Ironico Benty: “Cala il prezzo della droga in UK”. Prosegue intanto la beatificazione di Michael Jackson: Sasha Frere-Jones annuncia un libro su di lui.
Sul perché la critica musicale (parlandone da viva) abbia finora ignorato i Tonstartssbandht, circolano le scuse più fantastiche: “Non li avevo ascoltati per via del nome”; “Volevo parlarne ma non trovavo il tasto del copiaincolla sulla tastiera”; “Pensavo fossero svedesi”. Invece no, Andy ed Edwin sono due ragazzi di New York: il cui album “An When” (2009), in download qui, è sufficientemente schizofrenico da lasciare confusi. In alcuni brani (“Noise Country”, “Midnite Cobras”) sembrerebbe aderire all’ultima ondata del noise-qualcosa, e fin qui ci siamo; ma in altri (“Andy Summers”) è roba da regressione all’adolescenza, in altri ancora (“Little April Showers”, “5FT7″) all’infanzia quando non (“Softly Kidding”) al soggiorno…
La celebre soprano (nota anche nel Paese Reale grazie alle dirette tv con Bocelli) spiega le virtù taumaturgiche della sua voce in un’intervista a Repubblica.
Il sovversivo quotidiano dà spazio anche ai progetti cultural-musicali di Maria De Filippi: “Voglio avvicinare la gente all’Opera”.
Stroncato invece Adorno a pagina 37: “Solo uno snob”.
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