Questa è l’ultima weekly column della stagione.
Mica perché si vada in vacanza, eh. E’ solo che la consueta pippa mentale della domenica mal si addirebbe ai goduriosi pomeriggi che tutti noi ci apprestiamo a spastoiare sotto l’ombrellone, e quindi: dalla prossima settimana le pippe lasciano spazio ad altro. Intrighi, torbide passioni, pirati, quadrupli giochi ed agenti segreti peggio che negli Occhi del Cuore 3: insomma, un racconto a puntate. Prendetela come la graphic novel di chi non sa disegnare.
Il tutto per celebrare un lieto evento anniversaristico: giusto dieci anni fa infatti, il primo giugno 1999, partiva con il lancio di Napster l’attacco al cuore dell’industria discografica mondiale. Perché non venitemi a negare che sia proprio il file-sharing il virus che ha infettato senza rimedio le oligarchie multinazionali della musica, determinandone l’irreversibile imputridimento (e chi prova ad obiettarmi “Ma io dopo avere scaricato un disco, se mi piace lo compro” verrà ricoperto da una fragorosa risata).
E’ dunque nel bel mezzo delle conseguenze di questa lunga rivoluzione – ma proiettate in un fantafuturo fantamusicale e fantapolitico – che si muoveranno gli eroi (?) del nostro opuscolo estivo. Per ora basti questo piccolo indizio, e ciò che scriveva Business Week già nel 2000: “Whatever happens, Napster has changed the music biz forever”. Ma tenete anche conto che quest’estate esce l’enciclica di Papi XVI, e che la figlia del dittatore dell’Uzbekistan vuole a tutti i costi diventare una popstar (ma dove crede di essere questa qui, in Italia? Ahahah). Tutto chiaro spero.
Naturalmente, può anche darsi che nel frattempo qui si vada in vacanza davvero – o che il raccolto verbale venga trafugato dal fonico del Rocket, e resti dunque tristemente incompiuto (nel caso, sappiate che è tutta colpa di Carlo Pastore e delle dieci domande a cui non vorrà rispondere). L’appuntamento con la prossima weekly column è in ogni caso per la prima domenica di settembre… Saluti anche a nome del Baustellometro e bau bau dal cane broccolone, eh.
Un libro per l'estate
No Comments
Add Your
ThoughtsMogli e buoi contro il Miami
Enver attacca dalle colonne di BlowUp “la metropoli del design e dei baci”, che sceglie “fra coinquilini e vicini di scrivania sempre meno indie le sue scosciate europarlamentari di giugno”.
E intanto rivela su twitter la stizza di un vasclone: “Ehi ti ho regalato il disco, dovevi parlarne bene”.
Enver attacca dalle colonne di BlowUp “la metropoli del design e dei baci”, che sceglie “fra coinquilini e vicini di scrivania sempre meno indie le sue scosciate europarlamentari di giugno”.E intanto rivela su twitter la stizza di un vasclone: “Ehi ti ho regalato il disco, dovevi parlarne bene”.
No Comments
Add Your
ThoughtsBucknasty come la Gabanelli
Da hater a blogger di inchiesta? 7YearWinter approfondisce il tema del precariato a Mtv, dopo la nascita del gruppo di protesta su facebook.
E la facile polemica contro l’ipocrisia aziendale viene corredata dall’intervista ad un anonimo impiegato incazzato.
Da hater a blogger di inchiesta? 7YearWinter approfondisce il tema del precariato a Mtv, dopo la nascita del gruppo di protesta su facebook.E la facile polemica contro l’ipocrisia aziendale viene corredata dall’intervista ad un anonimo impiegato incazzato.
No Comments
Add Your
ThoughtsAffidereste le vostre orecchie a quest'uomo?
Per il Corriere della Sera Paolo Nutini è il nuovo eroe dell’indie: “Non sono snob ma detesto la musica da radio”. Il quotidiano milanese ne esalta il “talento” nonché il “coraggio” di attaccare alcuni colleghi come Lady Gaga, Black Eyed Peas, Kings Of Leon e l’intera top ten britannica: “E’ musica pensata per vendere un sacco”.
Ah, se lo dice lui…
Per il Corriere della Sera Paolo Nutini è il nuovo eroe dell’indie: “Non sono snob ma detesto la musica da radio”. Il quotidiano milanese ne esalta il “talento” nonché il “coraggio” di attaccare alcuni colleghi come Lady Gaga, Black Eyed Peas, Kings Of Leon e l’intera top ten britannica: “E’ musica pensata per vendere un sacco”.Ah, se lo dice lui…
No Comments
Add Your
ThoughtsVotazioni farsa
Il New York Times scatena la bufera contro American Idol: la compagnia telefonica AT&T avrebbe taroccato il televoto per fare vincere il candidato cristiano e di buona famiglia Kris Allen, a dispetto del favorito Adam Lambert (apertamente gay).
Avrebbero distribuito telefonini gratis, e dato istruzioni per intasare i centralini con blocchi di sms. Durissimo il Sole 24 Ore: “Uno scandalo nazionale che scuote il sogno americano”.
Il New York Times scatena la bufera contro American Idol: la compagnia telefonica AT&T avrebbe taroccato il televoto per fare vincere il candidato cristiano e di buona famiglia Kris Allen, a dispetto del favorito Adam Lambert (apertamente gay).Avrebbero distribuito telefonini gratis, e dato istruzioni per intasare i centralini con blocchi di sms. Durissimo il Sole 24 Ore: “Uno scandalo nazionale che scuote il sogno americano”.
No Comments
Add Your
Thoughts

