April 23rd, 2009

In diretta dalla tendopoli

tenda6Mentre i grandi media iniziano ad andarsene, Radio Popolare pianta un gazebo a L’Aquila e va in onda la sera con “Tenda 6″: dove i ragazzi si sfogano e si raccontano, dallo shock del terremoto alla mobilitazione per ricostruire.
E intanto, domani ricominciano le lezioni del Conservatorio: all’aperto, o in caso di pioggia dentro un volkswagen.

No Comments
Add Your Thoughts
April 21st, 2009

L'invenzione dei giovani

da Prewar Folk di Stefano Isidoro Bianchi, Tuttle 2007, p.52-53

[...] Le raccolte più curiose, disimpegnate e divertenti sono quelle – moltissime – che si occupano di canzoni a base di sex & drugs & vita-spericolata. Temi che parlando di musica vengono solitamente associati alla novità del rock & roll, espressioni scandalose e liberatorie di una gioventù fifties finalmente padrona di un corpo e un destino da rivendicare e utilizzare come propri. Errore, perché sappiamo che il rock’n'roll non inventò nulla né musicalmente né tematicamente ma solo una nuova tipologia di consumatori chiamata ‘giovani’ (che non fu poco, ma neanche così tanto) e che il sex & drugs & rock’n'roll è una costante nell’immaginario occidentale da almeno duecento anni. Certo, si tratta di costumi e abitudini che divennero popolari e diffusi tra la gioventù bianca proprio a metà del secolo e questo bastò a qualificarne la novità come tale in senso quasi assoluto; ma è solo la solita questione di classe dominante, dacché, come è facile immaginare, nelle musiche prewar nere troviamo già di tutto, anzi persino di più. Considerate che spesso la musica era letteralmente rock’n'roll, che i testi di molti pezzi erano ben più espliciti dei più espliciti del rock, che per questo molte canzoni erano regolarmente censurate dalle radio e che i relativi dischi erano oscurati nei negozi con sovracoperte recanti l’etichetta ‘party records’ – l’antenato dell’explicit lyrics – e il quadro sarà chiaro: il rock’n'roll nacque all’inizio degli anni ‘20 e nessuno ce l’aveva ancora detto.

No Comments
Add Your Thoughts
April 19th, 2009

I piccoli mecenati

Dai facciamo gli auguri a Rita Levi Montalcini, che mercoledì compie 100 anni. A proposito, anche l’industria discografica ha 100 anni, più o meno. Chi delle due vi sembra più in forma? Eh già, anche a me.
Dovesse risolverla lei, la crisi, non si metterebbe certo a combattere i pirati. Quali pirati, poi? I pirati ti aspettano al varco, ti catturano, e poi ti rilasciano in cambio di un cospicuo riscatto. Avete visto forse Lily Allen nelle grinfie di un negro con il coltello tra i denti? O Chris Martin preso in ostaggio nel golfo di Aden? Sarebbe un’idea. Almeno per un videoclip.
No, decisamente la Montalcini non si infognerebbe nei processi svedesi che rendono le aziende discografiche ancora più antipatiche di quello che sono. Puoi forse sperare che il pubblico ti aiuti, quando stai sul grugno a tutti? Perché di questo stiamo parlando: di aiuti. Perché quando tu, pubblico, vai a comprare “la musica” come pensi tu, non stai affatto comprando “la musica”. Nella migliore delle ipotesi stai comprando un oggetto che ti interessa avere perché ti piace riempire la casa con un determinato tipo di oggetti.
Nel peggiore e più diffuso dei casi, quello del moralismo compassionevole, stai cercando di aiutare gli artisti a sopravvivere comprandogli qualcosa che non userai mai. Perché dai, davvero passi il tempo ad inserire il compact disc nel lettore dei compact disc? Bravo. Ti stimo, davvero. Ma se compri il compact disc per fare il bel gesto e poi ti estrai l’mp3 per ascoltartelo nell’iPod, scusa ma sei anche un po’ pirla. Vuoi aiutare gli artisti? Fagli una donazione, allora. Fai il mecenate. E fai una donazione anche al negoziante di cd, così lo aiuti a tenere aperto qualche giorno in più: almeno i soldi gli arriveranno interi, e non al netto di tutto ciò che anche tu detesti – che è poi la parte preponderante, del sistema discografico.
La Montalcini non si illuderebbe certo di sfidare le leggi della fisica e dell’economia, pensando che un sistema così parassitario possa durare. Magari inizierebbe chiedendosi: ma perché questi Coldplay viaggiano con l’aereo, quando possono benissimo prendere il treno? Non si può, gli risponderebbero i manager: le rockstar devono fare la vita da rockstar altrimenti poi viene meno il loro carisma. Ah, e noi dobbiamo produrre il carisma oppure il talento? Eh già, lo credo anch’io. Dite ai Coldplay che ci spiace, ma da domani prenderanno il treno.

No Comments
Add Your Thoughts
April 18th, 2009

Accanimento terapeutico

accanimentoterapeuticoIl Movimento per la Vita dei Cd organizza oggi il “Record Store Day”, per invocare la sopravvivenza dei negozi di dischi e quindi dell’industria musicale. E’ l’ennesimo rantolo che viene dal mondo dei Gino Castaldo e dei Nick Hornby, già sconfitto dalla storia ed autocondannato al perenne rimpianto per una età dell’oro che non c’è mai stata.

No Comments
Add Your Thoughts

Main Navigation