L'invenzione dei giovani0 Comments

By Bdd
Posted on 21 Apr 2009 at 9:33am

da Prewar Folk di Stefano Isidoro Bianchi, Tuttle 2007, p.52-53

[...] Le raccolte più curiose, disimpegnate e divertenti sono quelle – moltissime – che si occupano di canzoni a base di sex & drugs & vita-spericolata. Temi che parlando di musica vengono solitamente associati alla novità del rock & roll, espressioni scandalose e liberatorie di una gioventù fifties finalmente padrona di un corpo e un destino da rivendicare e utilizzare come propri. Errore, perché sappiamo che il rock’n'roll non inventò nulla né musicalmente né tematicamente ma solo una nuova tipologia di consumatori chiamata ‘giovani’ (che non fu poco, ma neanche così tanto) e che il sex & drugs & rock’n'roll è una costante nell’immaginario occidentale da almeno duecento anni. Certo, si tratta di costumi e abitudini che divennero popolari e diffusi tra la gioventù bianca proprio a metà del secolo e questo bastò a qualificarne la novità come tale in senso quasi assoluto; ma è solo la solita questione di classe dominante, dacché, come è facile immaginare, nelle musiche prewar nere troviamo già di tutto, anzi persino di più. Considerate che spesso la musica era letteralmente rock’n'roll, che i testi di molti pezzi erano ben più espliciti dei più espliciti del rock, che per questo molte canzoni erano regolarmente censurate dalle radio e che i relativi dischi erano oscurati nei negozi con sovracoperte recanti l’etichetta ‘party records’ – l’antenato dell’explicit lyrics – e il quadro sarà chiaro: il rock’n'roll nacque all’inizio degli anni ‘20 e nessuno ce l’aveva ancora detto.

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