Lo schema di Ponzi0 Comments

By Bdd
Posted on 05 Apr 2009 at 6:20pm

Fino a non molte settimane fa, il vecchio Bernard Madoff era in tutta Wall Street un uomo d’affari fra i più rispettati; e della sua infallibilità gli investitori si fidavano a scatola chiusa. Un guru, insomma.
Peccato che le magie del guru nascondessero la più grande truffa finanziaria mai compiuta da una singola persona: oltre 50 miliardi di dollari, che adesso potrebbero valergli qualcosa come 150 anni dietro le sbarre (e il suo è solo il più clamoroso degli schemi di Ponzi crollati giù dopo l’esplosione della bolla speculativa, e l’inizio della recessione). Ora inevitabilmente tutti si chiedono come potessero essere così stupidi quei ricconi che facevano a gara per avere il privilegio di affidare i loro miliardi allo schemista malefico: ma non erano stupidi né sprovveduti, evidentemente.
Purtroppo per loro, semplicemente, non erano abbastanza scettici. Perché in mancanza di meglio, è lo scetticismo la nostra unica difesa contro gli schemi di Ponzi; e più in generale, dalle bolle che sembrano infrangibili un attimo prima di esplodere: rivelandosi per quello che sono, e cioè niente. Lo scetticismo ci salva dagli slogan dei profeti religiosi, quelli economici, politici, da quelli del web e da quelli musicali. Non è il sale in zucca a rivelarci i loro inganni, perché i guru sono fatti apposta per sfruttarlo a loro vantaggio il sale delle zucche: usandolo per condirci le loro parole, i loro gesti, le loro balle.
E’ stato allora lo scetticismo a salvare chi non ha mai creduto alle terre promesse della rock revolution, ed è lo scetticismo a salvarci oggi da quell’enorme schema di ponzi chiamato Hype: che come dice Andreotti, è l’arte di “portare sulla cresta dell’onda roba che non lo merita”. Ed è appunto un’arte truffaldina, fondata sull’investire per primi in qualcosa che non vale un cazzo sapendo però che poi tutti ti verranno dietro: e difatti sono proprio i grandi guru musicali (da bitchfork in giù) ad eccellere in questa losca specialità.
E questa è una fortuna, in fondo, perché basta sapere chi sono i Madoff dell’mp3 per essere sempre un po’ scettici sulle prossime big things da loro consigliate: ed evitare così di venire trascinati, anche noi, nell’hype di Ponzi.

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