March, 2009

Tessera n.12: Circuit Des Yeux

Posted on 26 Mar 2009 at 11:15am

Una buzzkiller va sempre bene, e così un elemento come Circuit Des Yeux sembra fatta apposta per uccidere con la sua osticità l’antipatico buzz sulla moan wave. “Somiglia più a una seduta psichiatrica con tanto di elettroshock in cantina, che non a un disco” – scrivono Savini e Mattioli su Blow Up – “composizioni monche e sofferenti, il lerciume di cui la registrazione è cosparsa e l’isteria vocale che spesso prende il sopravvento sui pianoforti pizzicati, le corde torturate, gli ansimi trattenuti e gli aborti folk”. Ma volendo la si può anche ascoltare in altro modo, ed è lei stessa a fornire la chiave giusta: “Talvolta uso la voce come…

Lastfm, niente più pasti gratis

Posted on 25 Mar 2009 at 10:53am

Betty Moore contro i Baustelle

Posted on 23 Mar 2009 at 5:54pm
Arriva il trailer del prossimo Malvageddon, dedicato alla band di Francesco Bianconi: una rockstar che adesca le “bimbominkia” parlando di baudlèr e di Rohmer. Fra occhiali grossi e fughe di Bach, finalmente svelati i “penetranti sottotesti” del nuovo Pasolini: i suoi personaggi preferiti di Topolino erano Zapotec e Marx.

La castrazione critica

Posted on 23 Mar 2009 at 5:33pm

da “Il critico? Non serve più” di Goffredo Fofi, Il Messaggero, 14 marzo 2009

Tutto cambia con accelerazioni impreviste e spaventanti . Cambia, è cambiata anche la critica. Il sistema in cui viviamo non ha bisogno di mediatori altro che mercantili. Il ciclo della trasmissione delle parole scritte e recitate, delle immagini, dei suoni continua a comprendere tre figure, secondo la tradizione: l’autore, il critico e il lettore-spettatore-ascoltatore, cioè il cosiddetto pubblico. Tutte e tre sono state invase e mutate dalla logica della merce, fanno più che mai parte del ciclo delle merci, del mercato.

In questo meccanismo economicamente così rigido e diviso, dove sta la sua libertà, la sua…

La sudditanza psicologica

Posted on 22 Mar 2009 at 6:40pm

Fu Gianni Brera il primo a parlare di sudditanza psicologica: intendendo con essa il meccanismo che scattava nella testa degli arbitri portandoli a favorire la squadra forte dell’epoca, ovvero l’Inter di Herrera. E lo stesso retroscena inconscio può forse spiegare ciò che scatta nella testa degli arbitri musicali (gli ormai estinguendi “critici”, insomma i mediatori in qualunque forma si manifestino),  di fronte a quegli artisti che incutono troppa soggezione per consentire di essere sminuiti o attaccati. Tanto che talvolta sembra necessario chiedere il permesso per farlo. Bene ha fatto allora qualche tempo fa l’onorevole Andreotti a sfiduciare gli Animal Collective, ribattezzati per l’occasione “Animali del consenso collettivo”. Perché la…

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