March 30th, 2009

La canna del gas

emi1Douglas Merrill, che era stato chiamato da EMI appena un anno fa per puntare sul settore digitale, se ne va. Il Music Think Tank commenta: “Sono completamente fottuti”. E Terra Firma ammette che i soldi investiti sono persi per sempre.

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March 29th, 2009

Artisti in rivolta contro Obama

artistiobama“Caro Presidente, non questo è ciò che ci aspettavamo”. Il Daily Beast all’attacco, accusa Obama di non mantenere le promesse: “Pensavamo che avesse capito l’importanza dell’arte, che creasse un potente Ministero della Cultura, che aumentasse i finanziamenti. Dov’è il cambiamento?”. Sotto accusa anche le nomine dei responsabili di settore: “Non hanno competenze artistiche”

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March 29th, 2009

Music crunch

Un sistema fondato sulla clandestinità non è fatto per durare a lungo. E se c’è un sistema fondato sulla clandestinità è il sistema musica, che infatti (come è fin troppo noto) non se la passa proprio benissimo. Per certi versi ha perfino anticipato la recessione globale scoppiata nei mesi scorsi: e per certi versi – con la sua alleanza di fatto fra il proibizionismo sempre più immondo e una clandestinità sempre più dilagante – ne costituisce lo spauracchio supremo, il riassunto di tutto ciò che si dovrebbe evitare.

Chris Anderson nel suo libro in uscita a luglio annuncia una nuova era di pasti gratis per tutti, ma per adesso i segnali vanno in direzione opposta. Solo in questi ultimi giorni abbiamo avuto: le radio di lastfm che diventano a pagamento, la situazione disperata delle startup musicali, ed in particolare di Imeem, la parziale liberalizzazione delle tariffe di iTunes che riporta all’epoca delle sperequazioni, e perfino Pirate Bay che lancia un servizio non gratuito. Non parliamo poi dell’Italia delle libertà che guida la classifica della demenza proibizionista; suscitando per reazione la disobbedienza civile del download, come ai tempi delle campagne sull’aborto e lo spinello libero.
E se poi, a causa di o nonostante queste mosse, le aziende musicali fallissero davvero? Sì, lo si dice da anni, ma mettiamo che chiudano baracca sul serio. Faranno come i dipendenti di Lehman Brothers, prendono i loro scatoloni e arrivederci? E soprattutto, con chi ce la prendiamo dopo?
Del resto è più realistico pensare ad un loro progressivo autoridimensionamento: minori investimenti sulla produzione, la distribuzione e la promozione di musica. Coldplay e Decemberists se la caveranno lo stesso, mentre per i peones salire al rango del professionismo diventerà ancora più difficile: ma non è detto che sia un male.

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March 29th, 2009

Cornamuse di guerra

Da Manituana di Wu Ming, Einaudi 2007, p.205

La guerra sarebbe stata musica.
Il reggimento era la formazione più grande che si potesse comandare a voce.
Peter marciava e marciava gonfiando il petto, mentre tamburi e cornamuse accompagnavano le evoluzioni sulla piazza d’armi. Nei primi giorni la fatica era stata improba: sostenere lo stendardo del reggimento richiedeva vigore e dimenticanza di sé. Man mano che i giorni passavano il corpo si abituava e la tempra di giovane uomo dei boschi si rafforzava.
Ogni compagnia aveva uno o due tamburi, e una o due cornamuse. Marcia Lenta, Marcia Veloce, Strathpey, Reel: quando più compagnie si univano, i musicisti venivano accorpati per scandire i passi e sostenere la fatica degli uomini. La musica dava forza alle gambe, rilassava le braccia contratte, scacciava i pensieri dalla testa.
Era magnifico. Peter pensava che avrebbe potuto marciare per sempre.

Finite le consegne della giornata, la truppa vagava per le vie della cittadina in cerca di birra. [...] La musica apriva e accompagnava le giornate. E le chiudeva, almeno finché qualcuno non si lamentava.

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March 27th, 2009

Polemica su Saviano

savianoA margine di una discussione su Fazio e Chiambretti, Woland va all’attacco dell’autore di Gomorra: “Un libro pieno di roba che tutti sapevano da trent’anni. Ha qualcosa che non mi piace, forse la sua componente blockbuster. C’è gente che si è rotta il culo più di Saviano, molto di più”. Ma un commentatore replica: “Spari cazzate su un libro che non hai letto solo perché ti dà fastidio tutto questo parlarne attorno”

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