February 19th, 2009

Tessera n.6: Marina and the Diamonds

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Con il mondo indie in piena cupio dissolvi, la TdA va in cerca di personaggi idonei ad affrontare la difficile situazione. La base è disorientata, anche perché la stessa classe dirigente non sembra avere una linea riconoscibile: incomprensibile che Pitchfork, sempre così generosa di attenzioni verso le Lily Allens o le Kate Nash di turno, si sia del tutto lasciata sfuggire un pezzo come Obsessions di Marina and the Diamonds. Forse perché se ne parte in maniera stanca e un po’ depressa, e non lascia sospettare il suo formidabile crescendo marcettistico, né tantomeno il tripudio finale dove la voce va in mille pezzi che rimbalzano allegramente nell’aria. Lungo questo crescendo si dispiega il qualunquismo marketologico (“Che pacchetto di crackers comprare? Sono tutti uguali, è sempre la stessa marca”) e la schizofrenia interpretativa della nostra tessera n.6: ed è in questa salita senza speranza che consiste l’ossessione. Un tarlo che procede sempre più veloce, e con sempre più forza, ma non ha un punto d’arrivo possibile che non sia la stessa depressione in cui si era svegliato.

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