Tessera n.11: Emily Loizeau


Iniziato il discorso sul terzomondismo musicale, dove collochiamo la Francia? Dopo averci colonizzato negli anni Sessanta attraverso i cantautori genovesi – per i quali il modello parigino prevaleva addirittura su quello anglosassone – i nostri simpatici vicini si sono ripiegati su se stessi ridimensionando la propria vocazione imperiale. La lingua francese però continua a rimanere autarchicamente dominante, come pure la schiacciante supremazia di Parigi sul resto del paese. Se ne lamenta il marsigliese Moussu T, ad esempio, in un’intervista a Blow Up: “E’ il nazionalismo espresso dal centralismo francese a rendersi nemico del cosmopolitismo. Concepire e accettare l’idea di una Francia multiculturale conduce ad accettare la multiculturalità su un piano mondiale. La secolare esperienza di resistenza offerta dalla cultura occitana e la sua posizione di cultura senza Stato, la rende evidentemente meglio attrezzata a comprendere e auspicare un pianeta aperto”.

Se Marsiglia cerca dunque di scardinare lo schema dell’egemonia alleandosi con i paesi emergenti (Brasile in testa), Parigi risponde aprendosi alla Nato e dunque alla lingua inglese. Sulla scia di Charlotte Gainsbourg, in questi anni si è iniziata ad imporre una cantante vera come Emily Loizeau: che da un lato conferma il nepotismo come principale chiave d’accesso alla professione, essendo nipote di Peggy Ashcroft; dall’altro, data l’origine mezza britannica, ha uno stile linguisticamente e musicalmente a metà strada fra i due imperi. Del resto lo stile Gainsbourg (padre) è a volte presente ai limiti della parodia: come accade nel duetto da avanspettacolo bilingue The princess and the toad, dove comunque un ritornello sospeso nel nulla dà al pezzo un po’ di spessore. E la rivendicazione dell’ingenuità sembra tipica; in particolare una canzone come La derniere pluie (traducibile come “nata ieri”) si direbbe il pezzo più interessante: una imprevedibile sintesi di folk prebellico americano, melodia modale e lolitismo che la impone all’interesse della Torre d’Avorio (peraltro Emily Loizeau era già stata segnalata qualche mese fa dai Frigopop, che poi se ne sono però dimenticati ora che è uscito il suo nuovo disco Pays sauvage).

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