Latest Stories

January 28, 2012

Sanremo si sputtana

Sanremo si sputtana

Arrivano i Marlene Kuntz.

Un mucchio di botte

Max Stefani annuncia l’uscita del suo nuovo mensile, e tornano a volare gli stracci con i suoi ex compagni di squadra. Intervengono Damir Ivic...

Il complotto dei tablet

Cory Doctorow denuncia l’imminente guerra al computer generico. E Attivissimo rilancia l’allarme: “Proprio la dimestichezza con i complotti fasulli mi permette di riconoscere meglio quelli...

Polaroid ottimista sul 2012: “Ci aspetta un sacco di roba interessante”

Quali saranno le migliori band italiane dell’anno appena iniziato? Le previsioni pubblicate sul Fatto Quotidiano. Positivo anche il giudizio complessivo sui dodici mesi scorsi.

Venegoni contro X-Factor: “E’ nata l’Adele de noantri”

La giornalista de La Stampa non si allinea all’entusiasmo collettivo, e sulla vincitrice scrive: “E’ parso sempre più evidente il tentativo di montarle intorno...

L’hype delle periferie

L’hype delle periferie

Maria Antonietta snobba Bologna, e presenta il suo disco dalla Cira a Pesaro. Coi Camillas.

Pigi Battista contro “il trionfo del complottismo”

Sul Corriere della Sera di oggi: “E’ festa per i blogger. Il complottismo scardina linee divisorie tra destra e sinistra”. Le Monde come Il...

Feminine musicology: Ellen Willis (1941-2006)

Oggi Alex Ross, suo successore al New Yorker, la ricorda e segnala l’uscita di una raccolta di scritti. Ma anche su Tumblr c’è un ampio...

Castaldo e “il grande silenzio del rock”

Castaldo e “il grande silenzio del rock”

In prima pagina su Repubblica nel giorno della befana, il Mago Gino annuncia: “questa volta è davvero finita”….

TRAME OSCURE

Come cambia il Metropolitan

(Giuseppe Videtti, Repubblica, 22 gennaio 2012, p.36-37)

A Lincoln Center Plaza non è mai inverno. Anche nelle giornate più gelide il quadrilatero dell´arte, nel cuore di Manhattan, brulica di vita. Dalla Broadway, all´altezza della 65esima…

L’orchestra di Mussolini

di Giuseppe Pennisi (ilsussidiario.net, 4 gennaio 2012)

Alcuni anni fa uno storico del Novecento, Stefano Biguzzi, pubblicò un libro accattivante sia nel titolo sia nei contenuti: L’Orchestra del Duce. Il saggio esaminava, sulla base…

16 maggio 1925, Gramsci battibecca con Mussolini

Presidente: Ha facoltà di parlare l’onorevole Gramsci.

Gramsci: Il disegno di legge contro le società segrete è stato presentato alla Camera come…

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Weekly Column

Tradizione simultanea

Non mi ricordo nemmeno più chi è stato il primo a dire che il Rock è morto. Certo all’epoca deve avere fatto un bel colpo, come sempre chi arriva per primo a dire che questo o quello è morto e che quell’altro non si sente tanto bene. La storia della morte del Rock, come la storia della morte di ogni genere musicale, è comunque ormai abbastanza lunga e meriterebbe di essere approfondita. Ciò non significa che il Rock sia davvero morto, tutt’altro: la morte è un fatto certificabile, evidente, non è che quando un organismo muore ci sia tanto da discutere. Tantomeno da ripeterlo periodicamente. E allora è vivo? Non è vero nemmeno questo. Un organismo vivo infatti respira, cresce e si invecchia: per quanto malato possa essere dunque, è sempre soggetto ad una evoluzione in qualche modo lineare. E che il Rock si stia in qualche modo evolvendo, o anche involvendo, insomma che stia andando da qualche parte (foss’anche l’aldilà sarebbe comunque una destinazione) anche questo sembra proprio di no. Del resto, chi ha detto che debba essere per forza vivo o morto? Il nostro immaginario è pieno da tempo di forme “ibride” sospese appunto tra la vita e la morte: vampiri, zombie, fantasmi. Insomma esiste la condizione dell’undead, che non…

Weekly Column

La decostruzione del Nemico

Se Simon Reynolds ha identificato nella Nostalgia il nodo problematico dell’arte oggi, questa Nostalgia (che è tanto personale quanto collettiva) pare essere tuttavia più l’effetto che la causa: se la diagnosi è corretta dunque, il suo oggetto è soltanto un sintomo, e l’analisi resta in superficie.

La Nostalgia è ovviamente un male, eppure nasce proprio dall’assenza del Male. Ciò che abbiamo nostalgizzato infatti, e nella fattispecie i decenni a più alto tasso di revival (‘60-’70-’80), non sono tali per la rincorsa postuma di un ipotetico Bene che non c’è mai stato. La Nostalgia in cui agonizza la cultura pop è, al contrario, la nostalgia del Nemico: quel Nemico che in politica, come nell’arte e nelle nostre coscienze, è stato spazzato via col tempo.

Chi era il Nemico? Non importa. Non importa sapere se era il comunismo, il neoliberismo, se era Berlusconi o Gino Castaldo. Gli storici della nemicologia hanno ampiamente spiegato come ogni fenomeno sociale abbia bisogno di identificare un nemico per rimanere coesa al suo interno: e questo per la verità è vero sempre, è vero per qualsiasi persona, aggregazione, progetto. Senza un Nemico si è orfani, il che non significa certo che si è morti, anzi si può continuare ad operare in positivo ed apparentemente ciò è più logico…